[“Brain” by dierk schaefer is licensed under CC BY 2.0 ]

Tenere in considerazione le interconnessioni esistenti fra mente, cervello e corpo non può che arricchire la pratica clinica ed attivare una presa in carico globale della persona. Oltre vent'anni di ricerche hanno dimostrato non soltanto un miglioramento di svariate sintomatologie grazie ad un percorso di psicoterapia, ma anche una sua ulteriore efficacia nella normalizzazione di alcune anomalie funzionali del cervello. Tali normalizzazioni risultano sovrapponibili a quelle indotte da una terapia con psicofarmaci. Studi più recenti stanno confermando effetti della psicoterapia persino sul DNA.

 

Questo l’oggetto dell’interessante articolo di Caterina Romaniello, psicologa e psicoterapeuta AT che ha studiato l’affascinante interconnessione tra neuroscienze e psicoterapie, un campo di studio di grande attualità e ai nostri giorni in costante sviluppo.

Romaniello cita un’abbondante letteratura a sostegno delle tesi proposte e abbraccia più modelli psicoterapeutici, descrivendoli con un linguaggio accessibile che tuttavia non sacrifica la complessità del tema. Vengono descritti molti aspetti psicosomatici tra i quali il contributo dell'attaccamento insicuro all'insorgenza di malattie, l'influenza positiva del contatto fisico del partner nelle situazioni di stress, l'efficacia dell'affetto e dell'amore nel migliorare la risposta immunitaria difensiva in casi di cancro al seno.

 

Gli aspetti psicologici e relazionali hanno un grande peso sul funzionamento del corpo umano: è stato dimostrato che la psicoterapia non soltanto dà beneficio nel caso di molte malattie organiche, ma può persino allungare la vita in caso di tumore.

 

 

Scopri l'articolo di Caterina Romaniello su Percorsi di Analisi Transazionale Vol II, Num 2

 

Caterina Romaniello è psicologa e psicoterapeuta con formazione analitico-transazionale. Attualmente si occupa di clinica e ricerca con pazienti con lesioni neurologiche e loro caregivers. I suoi attuali campi di interesse in ricerca sono l'approccio neuropsicodinamico e la ricerca in psicoterapia.