Il Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD) e i disturbi depressivi sono i due quadri clinici psichiatrici più diffusi nelle popolazioni di immigrati, talvolta associati a disturbi d’ansia, somatizzazione, reazioni paranoidi.

In alcuni gruppi di immigrati c’è un alto tasso di sofferenza psichica, prolungata negli anni e accentuata da un’esposizione cumulativa a gravi traumi, tra cui: essere costretti a lasciare la propria casa, trovarsi vicino a sparatorie ed esplosioni, pericoli di morte per se stessi e per i propri cari, torture, violenza organizzata.

La migrazione può tuttavia rappresentare essa stessa un vero e proprio trauma: lo “stress da transculturazione”, o “shock culturale”, è l’insieme di eventi traumatici che si accompagnano all’impianto nel paese ospite, sovente aggravato da serie difficoltà linguistiche e nella comunicazione non verbale, atteggiamenti razzisti o comunque emarginanti, confusione e crisi etica nel passaggio da una società socio-centrica ad una fortemente ego-centrica, con sovvertimento degli usi e costumi.

I fattori di resilienza che agevolano una buona salute psichica negli immigrati, e pertanto una possibile buona integrazione sociale, si ritrovano nell’insieme delle caratteristiche individuali, nel supporto sociale e nel progetto migratorio, il quale racchiude in sé l’insieme delle motivazioni che hanno portato la persona a impegnarsi nella difficile avventura della migrazione. Il trauma da transculturazione danneggia invece la capacità dell’Io Adulto di organizzare l’esperienza attraverso la narrazione: la compromissione della memoria narrativa autobiografica può portare alla dissociazione, intesa come fallimento dell’integrazione tra memoria, coscienza e identità.

Per esplorare questi temi Costanza Vecchio, Psichiatra e psicoterapeuta e ricercatrice onoraria presso il King’s College University di Londra, esamina il quadro clinico e il piano terapeutico di un immigrato con Disturbo Psicotico Acuto Schizofreniforme, deliri, allucinazioni uditive, ansia generalizzata, disturbi del sonno e dell’appetito, disperazione, idee suicidarie, proponendo un caso di sicuro interesse per chiunque lavori nelle relazioni d’aiuto in una società sempre più multietnica e globalizzata come quella in cui viviamo oggi.

Costanza Vecchio – Psichiatra e psicoterapeuta, in formazione Analitico Transazionale, ricercatrice onoraria presso il King’s College University di Londra in Gran Bretagna. Esercita l’attività di psichiatra presso un servizio di “Early Intervention in Psychosis” di Londra, lavorando con giovani al loro esordio psicotico e le loro famiglie, in un contesto multietnico. Nel suo lavoro di ricerca si è occupata in particolare di psichiatria perinatale, portando avanti uno studio clinico volto ad identificare i fattori di rischio per la psicosi puerperale.

Scopri l’articolo di Costanza Vecchio nella rivista di Percorsi di Analisi Transazionale, Vol. 3, Num. 2, aprile 2016